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La grande sensibilità, la  placida pacatezza, mediante le quali Giovanni Renda tratta i temi dei quali scrive, offrono una chiave di lettura che accompagna in una dimensione che ammalia ed affascina, per la profondità di pensiero, per la sua suggestività, per la capacità evocativa di una scrittura immediata che arriva al cuore.

Nelle sue opere coniuga con sapiente abilità: fantasia, introspezione, attenzione per il mondo che lo circonda e per le relazioni umane.

Un’abilità che lo rende autore versatile, che gli consente di scrivere con sensibilità sia per bambini sia per adulti.

Dalla leggerezza all'acutezza di osservazione, alla brillante capacità di indagare l'animo umano, le sue opere attraversano la dimensione della favola, della narrativa e dell’introspezione, offrendo un panorama dalle innumerevoli sfaccettature, venate di carezzevole poesia.

Giovanni Renda è figura eclettica. Nel desiderio di parlare ai piccoli, di comunicare attraverso il racconto, di trasmettere messaggi e valori universali attraverso la fiaba e la metafora, emerge la figura dell’educatore, del docente cha insegnato con passione, parlando ai giovani.
Giovanni Renda è anche un ingegnere e l’amore per i borghi storici ne ha contraddistinto la carriera, tanto da fondare nel 2015 l’Associazione “Borghi da Ri…vivere”, un manifesto nato dalla volontà di far rifiorire i luoghi, di trasformarli in “laboratori di futuro”, in spazi vivi, nei quali la comunità si rigenera, valorizzandone risorse e identità, le storie si intrecciano e le relazioni tra le persone si rafforzano.
Un interesse che si riflette anche in una  produzione letteraria, già consistente, pur se intrapresa solo da qualche anno.

 

In “Anacleto e il paese degli asini volanti”, il suo primo libro (anno 2023), Renda si esprime attraverso il linguaggio della favola. Il vecchio Anacleto che aveva costruito con le sue mani la sua casetta di legno, vuole risollevare le sorti, alle quali non si arrende, di un paese in declino. Così architetta uno stratagemma, il titolo dell’opera è di per sé eloquente, per ridare nuova linfa alla comunità e far rinascere il paese di “Bencistai”. Il nome è già un invito.

I borghi, scrive Giovanni Renda, «hanno qualcosa da raccontare, meritano una platea che sappia ascoltare, capace di capire la loro bellezza infinita, la loro fragilità sospesa. Ma affinché questo avvenga è necessario avere una forte motivazione, occorre credere nella potenzialità dei luoghi». Anacleto, in queste potenzialità ci crede e parte per la sua avventura, con il suo fare bonario, per mostrarci che quando si confida veramente in qualcosa anche l’improbabile, come in un bizzarro incantesimo, può diventare realtà.

 

Con la seconda opera “Il silenzio della bellezza” (anno 2024), «Giovanni Renda ci apre le porte di un mondo dove il tempo si è fermato e la natura vige regina assoluta. Il ciclo delle stagioni è la lancetta dell’orologio biologico che l’autore usa per spalancare l’incanto di una dimensione pacata e gioiosa», così apre la prefazione, a cura di Francesca Ghiribelli.

Il protagonista è Don Giacomo Pensabene, un cognome che svela anche qui l’estro e il gusto dell’autore di dilettarsi con le parole, foriere di ciò che accadrà o prestate a tracciarne il profilo del personaggio. Don Giacomo, è un uomo letterato, colto, lungimirante, che dopo molti anni trascorsi al Nord Italia, decide di tornare nel paese natio, Montegaleno, per candidarsi a sindaco, per rivitalizzarlo e invertire la rotta di un borgo «abbandonato dai suoi abitanti e dimenticato dal mondo». La similitudine d’intenti, tra Anacleto e Don Giacomo, è lampante. E i due si ritrovano alla fine del libro. Inoltre sono entrambi anziani e saggi, come se solo attraverso l’età si maturi la coscienza di ciò che si è perso, di ciò che c’è l’impellenza di salvare.

“Il silenzio della bellezza” apre a una galleria di personaggi, tra questi: don Austero, il parroco del paese, Paolo Cortina, l’amico di sempre, Francisca, che con il suo pane e i piatti genuini sublima i sapori genuini della sua terra, Tommasino che con le sue mani realizza i tegami di terracotta, “pignate” e “vozze”, Vincent Piazza, il liutaio, «custode di antiche melodie e tradizioni», Giannetto Condoleo, scultore, Alfio Surino che con il fratello Franco, trasforma «edifici in rovina in un’accogliente oasi per viaggiatori», David, l’artista australiano tornato alla ricerca delle proprie radici, così come Paula che con il marito Rodrigo, mette su famiglia in Italia, Delfino Marino con la sua trattoria, Pino Campi, il fabbro, Donna Carmela e la sua nobile dimora aperta al pubblico, Sarina, la sarta, Palmiro, con il suo mulino ereditato dal nonno, Gregorio Manfrini, l’ex paracadutista che cura il suo orto, Zia Valeria e le sue gustose pietanze, Andrea Ferretti, giovane laureato in archeologia che si adopera per recuperare un maniero del Settecento, Fortunato e la sua cantina, gli artisti che danno nuova vita al paese, Antonio, il Re delle Api.
Personaggi, attraverso le loro storie e i mestieri dei quali l’autore definisce la sua ricerca dell’autenticità, propone una realtà viva, dispensando buone prassi da replicare altrove. I personaggi offrono il pretesto per mettere in luce artigianato, tradizioni, gastronomia, storia di Montegaleno, che potrebbe essere l’emblema di qualsiasi altro borgo, e l’esortazione ad esserlo, che prova a resistere, o meglio rivivere attraverso l’impegno di tutti i suoi abitanti, accogliendo chi arriva e chi torna, crescendo come comunità. Leitmotiv de “Il silenzio della bellezza” sono anche: i sentimenti, quale la nostalgia, l’appartenenza ai luoghi, alle proprie origini, la forza dei legami, la riscoperta del passato per costruire futuro.

 

Ne “I numeri parlanti” (maggio 2025), Renda rindossa, in senso figurato, le vesti di docente di matematica, ma senza salire in cattedra… «Ci invita a esplorare un mondo incantevole e pieno di sorprese, dove i numeri non sono solo simboli matematici, ma essere viventi con personalità e storie uniche», come scrive Sandra Iuliano nella prefazione.
Un viaggio creativo nel mondo dei numeri, nel quale «ogni cifra non solo parla, ma incanta». Un viaggio pensato per avvicinare i giovani all’apprendimento in modo divertente e originale. Ogni numero ha il suo valore, anche lo Zero, deriso e ignorato, inizialmente, dagli altri numeri. Ciascuno ha la sua unicità, il suo potenziale da esprimere. Va solo scoperto.  I numeri, oltre la matematica, sono così la metafora che insegna a riconoscere il valore di ogni persona, la forza della collaborazione, del rispetto reciproco, del dialogo, elementi attraverso i quali crescere assieme.
Renda porta a termine la sua “missione” con la proposta di laboratori, con apposite schede didattiche, per apprendere in modo ludico.
 

“Riflessi di vita. I monologhi dell’esistenza” (novembre 2025) è un’opera intensa e meditativa che esplora l’interiorità umana attraverso monologhi che non rappresentano una forma espressiva di chiusura, ma intendono volgersi al lettore con la fiducia, con la familiarità di una confidenza sincera.

Parole danno voce all’anima, disegnando percorsi di pensieri che aleggiano su ricordi che affiorano, si soffermano su scelte di vita. Aprirsi significa prendere contezza delle proprie fragilità e dar loro un confine, una misura, far pace con il proprio dolore, fare della solitudine una compagna. Questa ricerca interiore è, al contempo, prendere contezza della propria forza, guardare alla propria esistenza carpendone la bellezza di ciò che è stata, di ciò che è, oltre ogni difficoltà. 

“Riflessi di vita” si pone come «un atto di resistenza poetica – come lo definisce l’autore – contro la superficialità del tempo presente».  È «un viaggio tra parole che interrogano, emozioni che emergono, silenzi che parlano», in cui «ogni monologo è frammento di esistenza, un riflesso che illumina l’anima e la invita a sostare, a pensare, a sentire».

“Il nuotatore delle acque gelide” (dicembre 2025) è un romanzo di suspense e redenzione, che esplora la forza dello spirito umano di fronte alle avversità. In una tranquilla cittadina costiera della Norvegia, dove l'inverno non sembra mai finire, vive Erik Thorsen, un ex campione di nuoto, famoso per la sua straordinaria resistenza alle temperature glaciali.

Anni prima, Erik era stato una leggenda, capace di affrontare le acque gelide dei fiordi come nessun altro. Tuttavia, un misterioso incidente durante una competizione lo aveva costretto a ritirarsi prematuramente dalle gare, lasciandolo con un passato doloroso e segreti mai rivelati. Erik ha trascorso gli ultimi anni della sua vita in isolamento, lavorando come pescatore e vivendo in una piccola casa sul mare. La sua quotidianità viene però sconvolta quando una giovane giornalista investigativa, Anna Lindholm, arriva in città con l'intento di scrivere un articolo sulla sua carriera e sull'incidente che lo ha cambiato per sempre. Attraverso il coraggio e la determinazione di Erik e Anna, la storia rivela come la verità possa emergere anche dalle acque più oscure e fredde.

“Arcobaleni di fantasia” (febbraio 2026), è una raccolta di favole che trasportano i lettori in mondi straordinari e pieni di magia. Ogni racconto esplora temi universali come l'amicizia, il coraggio, la scoperta di sé e l'importanza di seguire i propri sogni.
Offre una varietà di storie che catturano l'immaginazione e insegnano lezioni preziose. I lettori incontreranno personaggi affascinanti e avventure emozionanti in ogni pagina.
“Arcobaleni di fantasia” è «un viaggio luminoso – come riportato in prefazione – che invita grandi e piccoli a ritrovare la meraviglia nascosta nelle pieghe della vita. Ogni racconto è un arcobaleno che nasce dall’immaginazione e si posa sul cuore del lettore. Qui la magia non è artificio, ma respiro: gli alberi che parlano, le fate che insegnano gratitudine, le torri di cristallo che custodiscono saggezza, gli animali che diventano maestri di diversità e amicizia. Sono immagini che non si dimenticano, perché portano con sé insegnamenti universali e senza tempo».

Di prossima uscita “La panchina sul lago”, In una fusione incantevole tra la serenità delle Alpi svizzere e la vibrante cultura della Malesia, "La Panchina sul Lago" racconta una storia di amore, perdita, rinascita e speranza.
Fausto Rubert, un imprenditore edile in fallimento, si trova in Svizzera nella speranza di risolvere la sua difficile situazione economica. Seduto su una panchina situata in un parco sul lago di Lugano, incontra una splendida ed elegante signora che si rivela essere poi una principessa della Malesia di nome Semine. Assieme si impegnano con una Fondazione per migliorare la vita di tanti bambini bisognosi. Realizzano un Villaggio in Madagascar.
"La Panchina sul Lago" è una storia che parla di speranza, coraggio e dell'importanza di mantenere vivi i legami affettivi. È un racconto che ci insegna che, con amore e determinazione, possiamo affrontare qualsiasi sfida e costruire un futuro luminoso, unendo culture e generazioni in un abbraccio di comprensione e compassione.
Tutte opere che delinenano un un percorso narrativo avvincente, intenso e originale . Al lettore il piacere di scoprirlo.