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«Il desiderio di veder migliorare il proprio paese, di vederlo più ricco e più bello, di promuovere il territorio attraverso la cultura», motiva un gruppo di giovani, per lo più trentenni e sparsi per l’Italia, a organizzare un festival nel paese di origine.

Il gruppo di lavoro di "Sonati Vicinu"

Ogni sua serata si fa viaggio e, anno dopo anno, conduce a conoscere l’orgogliosa identità, l’arte, i luoghi, le tradizioni, la storia e la di fede di una comunità. Ce lo racconta Francesco Denaro, direttore artistico della kermesse “Sonati vicinu”, divenuta appuntamento fisso e agostano a San Vito sullo Ionio, piccolo, vivace e laborioso centro delle Preserre catanzaresi. Un luogo, al quale Francesco, pensa con uno sguardo di dolce nostalgia e al quale vorrebbe tornare dalla città di Milano che lo ha accolto per completare i suoi studi, dove vive e lavora.

Dall’amore per la propria terra, da quel desiderio di rivalutazione e scoperta, è affiorata «per gioco» nel 2017 la prima edizione del festival. Una sola serata che «ha accolto cantori e suonatori tradizionali. Un’occasione per apprezzare e rivalutare la musica di matrice orale e locale, i canti d’amore o di sdegno, gli aneddoti, il vissuto dei protagonisti, i suonatori e i costruttori di strumenti».

L’iniziativa ha riscosso consensi. La squadra di lavoro si è allargata, a Francesco si sono aggiunti da Milano, Torino, Roma e dallo stesso San Vito: Jessica D'Amato, Natalia Ceravolo, Sara e Francesca Paolinelli, Patrizia Macrì, Alessandra Cimino, Francesco Totino, Fabio Montesano, Giuseppe Casalinuovo, Gabriele Macrì, Valentino De Lapa e Raffaele Mariconte, con l’ausilio prezioso e costante dell’Associazione pensionati “Insieme Si Può”, in un incontro proficuo tra generazioni.

 

  Un momento del festival nel largo antistante la filanda

Sono arrivate la seconda e la terza edizione, nel corso delle quali: sono state esplorate «storie umane immaginate, vissute e raccontate che si sono susseguite nel corso di tempi reali e meno reali su queste terre, in Calabria come nel Mediterraneo, luoghi di scambi, viaggi e incontri. Storie di terra e di mare, di pellegrinaggi e cammini dal Medioevo al primo Rinascimento», si è dato spazio alla ricchezza letteraria, alla cinematografia, allo sport e all’ambiente con i percorsi di trekking, all’identità e alle lingue antiche di un Sud che vanno scomparendo, come il grecanico.

Vissuti, suggestioni e colori di un Sud che allo stesso tempo resiste, vuole riemergere e lo fa mediante le opere di scrittori, ospiti della rassegna quali Domenico Dara, Gioacchino Criaco e Nicola Fiorita, Francesco Bevilacqua, Massimiliano Capalbo, mediante la forza delle note che attraversano e congiungono i tempi, l’arte, i custodi di memoria, le rievocazioni di storia e leggende che restituiscono dignità ai luoghi preservandoli dall’oblio, come quella fondativa del paese. Ad essa si ispira un pannello donato al Comune e collocato sulla facciata del municipio. La raffigurazione narra il mito, tramandato nei secoli, di San Vito martire, da allora patrono, che con la sua spada ruppe la diga, riconducibile alle vestigia ancora presenti di Muro Rotto, costruita da Ruggiero il Normanno.

 

Lo scrittore Domenico Dara, ospite di "Sonati Vicinu" (Foto di Fabio Montesano)

L’edizione 2020 avrebbe dovuto proseguire nel solco già tracciato delle precedenti e gli organizzatori si augurano che ancora possa avvenire, rivitalizzando luoghi già cornici del festival, come il largo della filanda, opificio della tradizione serica e poi fabbrica di liquori, oggi sala convegni e sala consiliare, o lo spazio antistante il mulino Danieli, proprietà di privati che hanno avuto il merito di recuperalo e che è simbolo di una tradizione rurale che a San Vito ne contava oltre venti.

Il festival “Sonati Vicinu”, che già nel nome è un’esortazione, un invito ad esprimersi, in questi tre anni ha instaurato e tessuto contatti con associazioni e realtà culturali di varie zone della Calabria. Tra queste: Kalabria Trekking per la tappa sanvitese di Kalabria Coast to Coast, lungo un tragitto che dallo Ionio arriva al Tirreno, l’Associazione ellefona “Jalò tu vua”, la rassegna “Felici e Conflenti” dell’area geografica del Reventino.

L’apporto significativo dell’Associazione Pensionati di San Vito ha consentito di organizzare una manifestazione per Natale e di riportare in auge, dopo cinquanta anni di assenza, la farsa di Carnevale.

La collaborazione consolidata con la Libreria “Non ci resta che leggere” di Soverato, ha dato vita, nel periodo di quarantena, al ciclo di appuntamenti social, circa venticinque finora, “Letture alla finestra”.

 

Un momento del festival al Mulino Danieli

Momenti di condivisioni per grandi e piccini  che ha avuto come protagonisti: autori  quali Domenico Dara, Eliana Iorfida, Daniele Nicastro, Giuseppe Gervasi, Olimpio TalaricoEttore Castagna, Nicola Fiorita, Nicoletta Bortolotti, Elia Banelli, Elena Garufi, Laura Montuoro e Felicia Villella, il cantastorie Tano Avanzato in veste di interprete dell’opera  poetica  di Ignazio Buttitta,  l’archeologo Francesco Cuteri  con un focus sulla Calabria bizantina, Anna Maria Civico cantante, ricercatrice indipendente e attrice, Antonio Cavallaro responsabile della comunicazione esterna della casa editrice Rubbettino e tanti altri operatori del settore culturale che è difficile elencarli tutti.

Prevista anche una puntata special con i testi inviati da quanti hanno risposto all’invito rivolto nelle scorse settimane.

Il primo appuntamento della rassegna social è stato dedicato, con la lettura di alcuni passaggi salienti, all’ultima opera letteraria “Il cielo comincia dal basso” di Sonia Serazzi, autrice dalla scrittura intensa, sanvitese come gli organizzatori del festival. Nel romanzo la protagonista Rosa Sirace impara a fiorire nel posto in cui vive. Il suo esempio esorta noi tutti a farlo, cercando il bene, che diventa seme, anche in una vita di piccole cose.

 

Per restare aggiornati sulle iniziative  di “Sonati Vicinu” ecco i link alla pagina https://www.facebook.com/sonativicinu/ e al sito dedicato https://sites.google.com/view/sonativicinu/

                                                                                                                                                                                              Maria Patrizia Sanzo